Uno sguardo
che trattiene.
La fronte incisa, gli occhi, la barba che si allunga nello spazio. Il volto concentra l’espressione di Mangiafuoco: basta avvicinarsi per seguire ogni piega della superficie.
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Salvatore Troiano / Sculture
Un gigante.
Un burattino.
Un incontro sospeso.
01 / Dal racconto alla scultura
La distanza tra un gigante e un burattino sta tutta in una mano.
Mangiafuoco e Pinocchio: due figure della stessa fiaba, due presenze di proporzioni opposte. Nella scultura di Salvatore Troiano, il grande volto e il piccolo corpo si incontrano nello spazio scuro che li circonda.
Il racconto si può leggere attraverso tre particolari: lo sguardo, la mano e il burattino. Fermati su ciascuno.

La fronte incisa, gli occhi, la barba che si allunga nello spazio. Il volto concentra l’espressione di Mangiafuoco: basta avvicinarsi per seguire ogni piega della superficie.
Le dita si piegano intorno al piccolo burattino. Le vene, le nocche e il polsino rendono il gesto presente, quasi vivo. È qui che la differenza di scala diventa incontro.
Le braccia aperte, il corpo chiaro, le gambe sospese. Pinocchio interrompe i toni caldi di Mangiafuoco e porta lo sguardo verso la mano che lo sostiene.
Dalla forma al racconto

02 / Dietro l’opera
Le fotografie di bottega aprono il lavoro: la modellazione, i particolari della superficie, i diversi punti di vista e l’incontro con l’opera allestita.
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03 / Due momenti, uno stesso gesto
Sposta il cursore per passare dal modellato al dettaglio a colori. Due fotografie, con inquadrature diverse, della stessa mano.
Il modellatoIl colore04 / L’archivio dell’opera
Mangiafuoco / Salvatore Troiano